Le lucciole a Porto Marghera (progetto in fase di realizzazione)

Porto Marghera (VE), Italia 2018

Progetto elaborato per VHT - Venezia Heritage Tower, nell’ambito di un progetto di Current Corporate

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“Ad ogni modo, quanto a me, sia chiaro: io, ancorché multinazionale, darei l’intera Montedison per una lucciola”. Così scriveva Pier Paolo Pasolini sul Corriere della Sera nel febbraio del 1975, denunciando l’impatto ambientale e culturale che l’industrializzazione e il consumismo stavano causando in Italia. Le lucciole, metafore della cultura contadina, sono scomparse, lamenta Pasolini, annientate dall’avanzata trionfante del nuovo fascismo dei consumi. Trent’anni dopo, nel 2009, Didi-Huberman pubblica Survivance des Lucioles, rispondendo al monito dello scrittore italiano. Le lucciole, afferma Didi-Huberman, non sono affatto scomparse, tutt’altro: occorre tuttavia una particolare attenzione per coglierne la tenue, inafferrabile, imprevedibile luce, emblema della resistenza e della capacità di rinascita.
Lavorare come artista a Porto Marghera significa non poter ignorare un passato drammatico, i cui effetti ancora pesano sul presente. Ma è anche un luogo in cui è importante non farsi abbagliare dai grandi fari delle narrative monolitiche della storia. Ho voluto perciò recuperare e risignificare frammenti di questa storia prometeica. Ho utilizzato antiche traversine della ferrovia, consunte e spaccate dal tempo, dimenticate nel cortile di un capannone. Ne ho sottolineato la cupa drammatica bellezza, trasformandole in foresta, in circolo magico di sinistri e anneriti ulivi centenari, dove ho fatto di nuovo brillare le lucciole come metafore di una nuova possibile nascita. Io stesso creatore di lucciole, lucciola io stesso.